SPIRITUALITA'

Don Davide Banzato : vi racconto la mia conversione!




<!– @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } –>
Don Davide Banzato e’ ormai un volto familiare nelle case Italiane, dove entra ogni giorno con i suoi programmi televisivi in rai o mediaset per parlarci di fede, di amore, di carita’ e misericordia…la sua e’ una storia di vita ordinaria, un ragazzo come tanti che oltre al dono della conversione ha ricevuto anche il dono della bellezza, una bellezza che in mano a Dio diventa un mezzo per arrivare al suo amore!
Un grande filosofo russo, Fiodor Dostoevskij , grande cultore della bellezza, ha coniato una frase bellissima, che poi Papa Giovanni Paolo II° aveva fatto suo, e che ripeteva spesso : “il bello salvera’ il Mondo!”,
ecco, questa frase sembra materializzarsi proprio in Don Davide Banzato!
Prima che lui stesso sapesse, Gesu’ aveva posato il suo sguardo sulla sua vita scegliendolo…anche se Don Davide non aveva previsto di diventare un sacerdote, non era nei suoi progetti il fatto di consacrarsi come religioso, anzi, diceva : “tutto meno che prete!”, eppure Gesu’ lo ha scelto per farlo diventare un suo pastore e per pascolare il suo gregge!
L’incontro con Chiara Amirante, il suo primo abbraccio, che per Don Davide ha rappresentato il tocco di Gesu’ … quella prima volta in stazione a parlare con un senza tetto in missione per Nuovi Orizzonti…questi i due momenti cruciali che hanno determinato “un inversione di marcia” dentro l’anima di Don Davide, fino a condurlo tra le braccia di Gesu’ come suo sposo! Oggi Don Davide Banzato a 38 anni e’ un sacerdote felice…o meglio “gioioso”, come vuole il 4° voto che si prende, diventando un religioso di Nuovi Orizzonti…e nominato da Papa Francesco “missionario della misericordia”!
L’ho incontrato per voi , affinche’ la sua testimonianza fosse viva e contagiosa per tante persone che sono lontane dalla fede!
Ciao Don Davide , cosa significa per te la vocazione al sacerdozio?
Per me è stata una battaglia vera e propria. Una lotta interiore con Dio.
Fin da bambino ho avuto la consapevolezza che la vita è un dono unico e volevo spenderla per qualcosa di grande per questo sono entrato in seminario minore a Padova. Nell’estate 1995 nella sede estiva del seminario a Borca di Cadore una sera Chiara Amirante è venuta a raccontare la sua esperienza nel mondo della strada. Da un anno e mezzo aveva aperto la prima comunità di accoglienza a Roma. Ci aveva raccontato l’esperienza degli anni ’90 alla Stazione Termini dove incontrava di notte i giovani caduti in piovre infernali come la droga, l’aids, l’abuso di alcool, la prostituzione schiavitù, lo spaccio e la violenza… Ciò che mi ha folgorato di Chiara sono stati i suoi occhi: aveva una luce che non avevo mai visto, occhi che ridono! Mi chiedevo come potessi anch’io avere quella gioia ed ero stupito di come parlava del Vangelo come esperienza vissuta. Volevo lasciare tutto e seguirla! A 16 anni sono uscito dal seminario dicendo: «Dio, adesso voglio vedere se esisti davvero. Farò tutto il contrario di quello che mi hanno insegnato. Farò quello che voglio io. Se esisti sentirò la tua mancanza. Se starò bene significa che tu non ci sei e che posso decidere io cosa sia bene e cosa sia male per me». E ho aggiunto: «Tutto ma mai prete! Potrei fare tutto nella vita, ma ti giuro, mai farò il prete!». Un tempo mi sono perso ed ho rischiato tanto. Poi quando ho incontrato nuovamente Chiara Amirante ho lasciato tutto per seguire Gesù. Appena ho compiuto 18 anni ho lasciato tutto e sono andato a vivere in comunità prima a Roma il 13 giugno 1999 in un centro di prima accoglienza di strada e poi a Piglio (FR) concludendo l’ultimo anno delle superiori vivendo con i ragazzi con diverse problematiche. Mi sentivo arrivato e realizzato. Ho vissuto un fidanzamento. Ma ho sentito ad un certo punto con estrema chiarezza che Dio mi chiedeva di fidarmi di lui scegliendo il sacerdozio. Per me è stata una lotta interiore difficilissima. Ma oggi mai tornerei indietro: la gioia che ho nel cuore è immensa. Possiamo farci santi sia da sacerdoti, sia da sposi, sia da laici nel mondo. Ma ciò che conta è fidarsi di Dio e fare ciò che Lui ci chiede. Non bisogna aver mai paura di dire di sì a Dio. Lui ci chiede il nostro niente per darci il suo tutto!




Nella Chiesa molti religiosi aspirano al successo e al potere nel Clero, in netta opposizione con cio’ che dice Papa Francesco! Tu cosa ne pensi…e cosa vorresti dire rivolgendoti a loro?
Sono logiche per me incomprensibili. Come cristiani siamo chiamati ad “essere nel mondo ma non del mondo”. Questi sono meccanismi mondani che contraddicono qualsiasi scelta di sequela, tanto più per un consacrato. Purtroppo tutto questo è storia già vista fin dai primi momenti vissuti da Gesù con i suoi discepoli. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole. E neppure mi scandalizzo più di tanto. E’ possibile smarrirsi, sbagliare, perdersi, ma la gravità sta nel perseverare nell’errore. Una cosa è sbagliare e cercare di cambiare, di convertirsi, altra cosa strutturarsi in una via di male che contraddice la scelta fatta vivendo doppie vite. Non mi sento di essere migliore di nessuno. Anzi sono davvero il peggiore di tutti e penso di essere semplicemente una persona che ha ricevuto tanta misericordia da parte di Dio, ma da fratello in Cristo direi a chiunque di ritornare alle origini della propria vocazione perché si tratta di una storia d’Amore troppo bella da svilire in pochezze del genere. In realtà chi si perde in logiche di potere o nel carrierismo è una persona infelice perché la scalata è infinita ma la pace interiore non si raggiungerà mai. La via per essere felici è fatta di piccole cose, di semplicità, di donazione, di amore concreto. Bisogna tornare al Vangelo concreto cercando di viverlo alla lettera. Di Chiara Amirante questo mi aveva profondamente colpito.


Cosa consiglieresti ad un giovane che sente in cuor suo la chiamata al sacerdozio?
Innanzitutto id vagliarla bene facendosi aiutare e guidare. Ogni vocazione è bella e in ogni strada si può essere totalmente di Dio. Non è lo stato vocazionale a definire la radicalità, quello dipende da come si vive. Ci può essere un padre o una madre di famiglia più fedele e radicale a Gesù di me sacerdote. Per cui gli direi di resettare la propria mentalità che divide le vocazioni tra alcune di serie A e alcune di serie B. La Madonna era moglie, sposa e madre, ma è il modello sia per le famiglie e sia per i consacrati. Chiarito questo punto cercherei di aiutarlo a vagliare davvero cosa Dio ci chiede perché Lui ci conosce fin dall’eternità e sa meglio di noi a cosa siamo chiamati e cosa ci può rendere davvero felici. Poi allora vaglierei anche il dato umano perché
gratia supponit natura
: la nostra struttura reale psicologica, affettiva, relazionale, comportamentale rivela molto di noi e la grazia di Dio si conforma alla natura che abbiamo. In base a cosa siamo portati a vivere e a fare generalmente si può iniziare a comprendere meglio anche quale vocazione specifica possiamo vivere. Se una persona desidera tantissimo i figli e una famiglia penso sia bene si realizzi in quel sogno e probabilmente sarà anche il sogno di Dio da realizzare. Questo tema è delicato: ad esempio io pensavo di non dover fare il sacerdote sia per la mia struttura sia per la mia storia, ma in realtà ero chiamato, solo che le ferite del passato mi condizionavano facendomi fare una valutazione errata per una avversione a questo stato di vita pensando che mai sarei stato felice davvero da sacerdote. L’accompagnamento mi ha aiutato tanto. Serve un padre o una madre spirituale, qualcuno più avanti nel cammino rispetto a noi. Infine direi: prega molto! Più preghi più ascolti la voce di Dio e più Lui si rivela. “A chi mi ama Io mi manifesterò!”. Se ci si butta ad amare in donazione vivendo il Vangelo e si prega ogni giorno in Adorazione cercando il silenzio si arriva a capire cosa Dio ci chiede. Pertanto direi di chiederlo a Dio: Signore cosa vuoi da me? Cosa vuoi che io faccia? E una volta capito: dì di sì con tutto il cuore e con generosità perché Dio non si lascia mai battere in generosità.


Cosa rappresenta nella tua vita consacrata la Madonna?
Per me la Madonna è stata fondamentale soprattutto nel periodo di crisi vocazionale. Ero molto combattuto interiormente tra la mia volontà, le mie paure e ciò che sentivo Dio mi chiedeva. Piano piano Maria – da brava Mamma Celeste – mi ha portato a fidarmi e affidarmi a Dio. E’ come se silenziosamente mi ascoltasse e piano piano mi suggerisse di continuare a guardare a Gesù fidandomi di Lui proprio come nelle nozze di Cana: “Fate tutto quello che vi dirà”. Piano piano un sasso alla volta è stato rimosso dal mio cuore e ho avuto la capacità di dire il mio sì. Ancora oggi continua questa meravigliosa, profonda ed intima relazione. Nel Rosario trovo la forza e la pace del cuore. In Maria trovo il modello per la preghiera, per l’umiltà, per l’obbedienza, per la concretezza nella donazione, per la fede totale in Dio.


Cosa e’ per te il Male rappresentato nella società di oggi?
C’è un libro di Chiara Amirante (
Il grido inascoltato. Sos giovani
, Orizzonti di Luce edizioni) in cui si risponde a questa domanda con i dati del disagio, i dati delle strutture di male che portano i giovani a perdersi, le famiglie a sfasciarsi, le persone a suicidarsi o a vivere da morti viventi, molti a perpetrare abomini, soprusi, sfruttamento e strutture di peccato e di male come la prostituzione schiavitù, il commercio di organi, l’abuso su minori e ogni forma di violenza fisica, sessuale, psicologica su bambini o persone svantaggiate. Il male esiste. Come esiste il demonio.
La morte, esperienza comune a tutti, non è stata voluta da Dio (numerosi sono i passi in Siracide e Sapienza in cui ci viene detto che l’uomo era stato creato per l’immortalità e che la morte è entrata nel mondo a causa del “demonio e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono”). Il peccato, che produce la morte (la Sacra Scrittura attesta che “salario del peccato è la morte”) è l’arma con cui il diavolo cerca di portare la morte nelle anime perché poi divenga morte per sempre con l’inferno. Molti negano l’esistenza del diavolo, cioè di una entità personale, non dell’esistenza generica del male. Ma
1Gv 3,8
è chiaro:

Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché il diavolo è peccatore fin dal principio. Ora il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo
.”
Negando l’esistenza del diavolo neghiamo l’intero Vangelo! E rispondendo a questa domanda direi è fondamentale riconoscere il male. Come scrive sant’Antonio di Padova:

Quando sopra la faccia dell’abisso, cioe’ del cuore, ci sono le tenebre del peccato mortale, l’uomo e’ vittima della mancanza della conoscenza divina e dell’ignoranza della propria fragilità, e non sa più distinguere tra il bene e il male”.

La tua esperienza in Nuovi Orizzonti cosa ha portato nella tua vita?
Per me è una famiglia ed è la mia vocazione da incarnare come sacerdote. Il carisma di Nuovi Orizzonti è racchiuso nel sabato santo: portare la gioia di Cristo Risorto a quanti vivono nella morte dell’anima con una particolare attenzione al mistero della discesa agli inferi. Dunque non solo verso chi vive in strada o in carcere o in ospedale, ma ad esempio anche a persona apparentemente affermate o di successo o di famiglie normali che però sono morte nel cuore.
Ho vissuto tantissime esperienze: missioni di strada in Italia e all’estero (in Brasile e in Bosnia Erzegovina in particolare) e apertura di centri. Oggi svolgo il servizio come assistente spirituale e continuo nell’impegno della prevenzione soprattutto verso i giovani, vivendo nella Cittadella Cielo a Frosinone che è una realtà molto dinamica con 120 persone, un villaggio di accoglienza e di formazione al volontariato internazionale.


Nel 2016, Papa Francesco lo ha nominato missionario della misericordia, mandato che spetta a solo 500 sacerdoti in tutto il mondo, che tipo di missione svolge questo speciale mandato?


Come missionari della misericordia siamo un segno della misericordia di Dio con un mandato di predicazione e avendo dal Papa le sue stesse facoltà per certi peccati che sono di stretta competenza della Sede Apostolica.


Tre diversi carismi che secondo te caratterizzano gli ultimi tre Pontefici in successione, Giovanni Paolo II, Papa Ratzingher, Papa Francesco?
Ogni Papa ha un suo carisma specifico e ognuno porta segni di continuità e di novità. Per me sono tutti fondamentali e importanti. Con San Giovanni Paolo II sono cresciuto e sono un frutto delle GMG avendo partecipato a quella del 2000 proprio con Nuovi Orizzonti in modo attivo. Direi che è stato tra i Papi più grandi della storia: il Papa della nuova evangelizzazione, delle missioni, delle gmg, del dialogo interreligioso ed ecumenico, dei cambiamenti storici concreti. Il Papa Emerito Benedetto XVI è un custode della fede, un esponente unico di cultura e punto di riferimento per tutto il Mondo, capace di fare pulizia nella Chiesa e di caricarsi una croce unica nella storia della Chiesa, un mite forte che continua ora la sua missione nella preghiera e nel silenzio dopo averla vissuta per anni nel cuore della Chiesa offrendo tutto se stesso. Papa Francesco è innanzitutto il primo Papa non padre del Concilio Vaticano II ma figlio del Concilio che ha dato un nuovo impulso alla sua attuazione diventando riferimento mondiale nella post modernità liquida, parlando con gesti concreti che hanno toccato il cuore dei più “lontani”, un Papa di gesti e concretezza, un Papa riformatore che punta ad una Chiesa più evangelica e fedele al modello degli Atti degli Apostoli, custode della Casa di Dio, del Creato dunque, ma anche dei piccoli, dei deboli, dei poveri, degli scartati. Un Papa che vuole riportare la Chiesa dove è nata: sulla strada, nelle relazioni, nelle case. Un Papa che nel dialogo interreligioso ed ecumenico sigla documenti straordinari come è avvenuto negli Emigrati Arabi tutelando nei Paesi islamici le minoranze cristiane, ma cerca di difendere ogni minoranza ovunque. Un Papa che apre un Giubileo in Africa e che come primo viaggio apostolico si reca a Lampedusa. Un Papa che incarna lo spirito di San Francesco di cui porta il nome.


Che importanza ha, secondo te, la nuova evangelizzazione, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione globale che offre internet?
I media sono degli strumenti che hanno una grande potenzialità pertanto penso vadano utilizzati con responsabilità ed attenzione. Per me è un ambito in cui poter portare un messaggio positivo dedicando il tempo giusto avendo molto altro che è il mio quotidiano. Ci vuole prudenza ma vanno presidiati.


Oggi assistiamo ad uno svuotamento delle Chiese da parte soprattutto di giovani e alla mancanza di vocazioni … cosa bisognerebbe fare per invertire questo inesorabile declino?
Credo nel primato dell’essere.
Agere sequitur esse
. L’agire segue l’essere. Più che inventare programmi e strategie bisogna che tutti noi viviamo il vangelo e siamo testimoni della gioia di Cristo Risorto. Questo colpirà il cuore di altri portando a domande importanti per scelte alterttando grandi.


Da anni sei uno dei volti della radio e della tv in Italia, come vivi questa tua duplice veste di sposo di Cristo e di personaggio pubblico? Ci sono novità che l’aspettano?


Le persone se mi fermano generalmente mi chiedono una preghiera, una benedizione, una confessione o un saluto. Per cui per me non è cambiato nulla, al massimo sono aumentate le richieste di aiuto e sono qui per questo. Ho la fortuna di non rispondere da solo ma con una comunità di vita nella quale sono sostenuto. Rispetto alle novità dal 17 febbraio ci sono sei puntate ogni sabato su Rai1 nella rubrica di A sua immagine (Le ragioni della speranza) di commento al Vangelo alternando realtà di frontiera ed ospiti come Andrea Bocelli, Edoardo Bennato, Carlo Conti, Raf. Da aprile ripartirà su Rete4 ogni domenica mattina “I viaggi del cuore” alla sua 7 edizione grazie ad Elio Bonsignore per Me Production e a Consuelo Bonifati per R.T.I. Stiamo preparando grandi novità per le prossime edizioni in cui avremo un crescente coinvolgimento di giovani e un rinnovamento graduale del format, ma non posso rivelare tutto. Seguiteci da aprile e lo scoprirete.


A breve uscirà anche un nuovo libro, di cosa parla?
Nel XXV anniversario di fondazione di Nuovi Orizzonti la nostra fondatrice pubblicherà il 12 marzo un libro in cui c’è il cuore del nostro percorso: “
LA GUARIGIONE DEL CUORE. Spiritherapy: l’arte di amare e la conoscenza di sé” (edizione Piemme).

Chiara Amirante da anni tiene corsi di Arte di amare, conoscenza di sé e “spiritoterapia” per aiutarci a riconoscere le ferite di chi non è stato amato, di chi ha paura di amare, di chi ha fame d’amore. Il libro propone un itinerario di conoscenza di sé e di guarigione del cuore puntando a scoprire il proprio potenziale spirituale. Sarà uno strumento davvero utile per tanti!
A giugno festeggerete i 25 anni di Nuovi Orizzonti, cosa farete?
Avremo una festa sabato 8 giugno con i nostri giovani artisti, amici come Andrea Bocelli, Nek, Raf invitati a partecipare, le testimonianze dei nostri ragazzi e chiederemo a Papa Francesco un video saluto. Il Palazzetto di Frosinone avrà 3000 persone e la festa proseguirà nella giornata di domenica 9 giugno con la Messa di Pentecoste in cui i 700 consacrati rinnoveranno i loro impegni: si tratta di ragazzi passati dalla morte alla vita che oggi sono testimoni dell’amore di Dio, di laici consacrati, sposi e famiglie, sacerdoti… insieme ai 700.000 Cavalieri della Luce impegnati ad annunciare il Vangelo in tutto il Mondo di cui avremo una grande rappresentanza.




Potrà mai avverarsi, secondo te, il sogno di Papa Francesco di “Una Chiesa povera per i poveri”?
Siamo in cammino e piano piano la Chiesa si sta purificando. Ogni crisi, come ogni dieta, non potrà che portare ad un beneficio riportandoci all’essenziale. Sono fiducioso. Anche perché sono abituato a responsabilizzarmi e a guardare a me più che agli altri. Ognuno di noi è parte e porzione di Chiesa: se ognuno di noi inizia a cambiare può allora iniziare una vera rivoluzione d’amore. Se ognuno di noi cerca nel suo piccolo di vivere il Vangelo ed essere fedele a quanto il Papa ci chiede, piano piano cambierà il volto della Chiesa tutta.

Maximo De Marco

Maximo De Marco e' uno scrittore,regista e Art Director di fama Internazionale, Premio Cavallo D'Argento RAI.

Dal 2018 e' Membro ufficiale dell'UNESCO come Art Director Internazionale.

Attualmente scrive per numerosi settimanali Nazionali Italiani : TUTTO,STOP ESCLUSIVO,TOP,IN FAMIGLIA,MIRACOLI.

Potrebbe piacerti...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *